5 Febbraio 1980: Prima Linea uccide Paolo Paoletti, dirigente dell'ICMESA. Una vendetta per il disastro della diossina di Seveso

Monza

Paolo Paoletti, 39 anni, dirigente d‘azienda

Paolo Paoletti nasce ad Orbetello in provincia di Grosseto. Emigrato a Nord, si stabilisce a Monza per la vicinanza al luogo di lavoro. Paoletti entra come ingegnere tecnico, responsabile della produzione dell’Azienda chimica ICMESA . Il 10 Luglio 1976, alle 12.37, nello stabilimento della società elvetica ICMESA, in territorio di Meda, fuoriuscì, dagli impianti di produzione, una nube tossica di diossina, che investì una vasta area di terreni nella Bassa Brianza: Meda, Cesano Maderno, Desio, Barlassina, Bovisio Masciago, Nova Milanese e, in particolare, Seveso. La diossina, una delle sostanze chimiche più tossiche, non causò direttamente morti, ma 240 persone furono colpite da cloracne (grave dermatosi) e i vegetali si disseccarono per l’alto potere diserbante della diossina, con migliaia di animali contaminati e abbattuti. La decontaminazione durò anni e gli effetti della diossina compromisero la salute di oltre 50.000 abitanti.

Il peggior disastro ecologico d’Italia

La gestione della crisi fu omertosa e con una reattività lenta. Il sindaco di Seveso lo informarono due tecnici solo il giorno dopo. L’ufficiale sanitario il giorno dopo ancora. La conferma della fuoriuscita di TCDD arrivò solo il 14 luglio. Dopo le analisi fatte nel laboratorio della società dell’ICMESA in Svizzera. Le comunicazioni della dirigenza continuarono ad essere molto prudenti. La notizia divenne pubblica solo una settimana dopo. L’ICMESA chiuse soltanto il 18 luglio. Già nel 1974 il direttore tecnico dell’ICMESA andò a processo per aver «corroso ed adulterato acque sotterranee destinate alla alimentazione rendendole pericolose per la salute pubblica». Dopo una serie di analisi la Provincia confermò le accuse, ma il direttore fu assolto per «insufficienza di prove».

La nube tossica di Seveso è considerato il più grave disastro ambientale mai avvenuto in Italia, citato e raccontato anche dai giornali internazionali. Quello che avvenne spinse l’Unione Europea a cercare una politica comune per prevenire e affrontare i grandi rischi industriali: nel 1982 venne approvata una direttiva chiamata “direttiva Seveso” che impone da allora agli stati membri di identificare gli stabilimenti a rischio e di stabilire una serie di rapporti periodici e piani di intervento in caso di emergenza.

Il 5 febbraio 1980 un commando (ndr: formato da Michele Viscardi, Bruno La Ronga, Diego Forastieri e Giulia Borelli) affronta e uccide per strada Paolo Paoletti. L’attentato fu rivendicato dai militanti di Prima Linea nel quadro della campagna su la “sanità”, un atto di rappresaglia contro il dirigente dell’azienda responsabile del disastro ambientale.

Fonte

Ugo Maria Tassinari

5 febbraio 1980: Prima Linea uccide il direttore dell’Icmesa. Una vendetta per il disastro di Seveso

da Aiviter

Il Cittadino MB

English version

Paolo Paoletti, 39 years old, company executive



Paolo Paoletti was born in Orbetello, in the province of Grosseto. Emigrating to the North, he settled in Monza due to its proximity to his workplace. Paoletti joined as a technical engineer, responsible for production at the chemical company ICMESA. On July 10, 1976, at 12:37 p.m., a toxic cloud of dioxin was released from the production facilities of the Swiss company ICMESA, in the territory of Meda, affecting a wide area of land in the Brianza lowlands: Meda, Cesano Maderno, Desio, Barlassina, Bovisio Masciago, Nova Milanese, and, in particular, Seveso. Dioxin, one of the most toxic chemicals, did not directly cause deaths, but 240 people suffered from chloracne (severe dermatosis), and plants withered due to the dioxin’s strong herbicidal properties, with thousands of contaminated and slaughtered animals. Decontamination lasted for years, and the effects of dioxin compromised the health of over 50,000 residents.

Italy’s worst ecological disaster

The crisis management was secretive and slow to react. The mayor of Seveso was informed by two technicians only the day after. The health officer the day after that. Confirmation of the TCDD release only arrived on July 14. After analyses conducted in the ICMESA laboratory in Switzerland. Management communications remained very cautious. The news only became public a week later. ICMESA only closed on July 18. Already in 1974, the technical director of ICMESA was prosecuted for “polluting and adulterating underground waters intended for consumption, making them dangerous to public health.” After a series of analyses, the Province confirmed the charges, but the director was acquitted due to “insufficient evidence.”

The Seveso toxic cloud is considered the most serious environmental disaster ever to occur in Italy, cited and reported on by international newspapers. What happened prompted the European Union to seek a common policy to prevent and address major industrial risks: in 1982, a directive called the “Seveso Directive” was approved, requiring member states to identify at-risk facilities and establish a series of periodic reports and emergency intervention plans since then.

On February 5, 1980, a commando (composed of Michele Viscardi, Bruno La Ronga, Diego Forastieri, and Giulia Borelli) confronted and killed Paolo Paoletti on the street. The attack was claimed by militants of Prima Linea as part of the campaign on “healthcare,” an act of retaliation against the company executive responsible for the environmental disaster.










Associazione Casa della Memoria