12 Maggio 1980: Le Brigate Rosse uccidono in un agguato sotto casa Alfredo Albanese, responsabile della sezione Antiterrorismo veneziana della Polizia di Stato

Mestre

Alfredo Albanese, 33 anni, commissario Polizia

Alfredo Albanese era il responsabile della sezione antiterrorismo veneziana della Polizia di Stato, con l’incarico di vicequestore aggiunto. Dopo una laurea in giurisprudenza, conseguita a Bari nel 1971, era entrato nella Pubblica Sicurezza nel 1975, dopo una breve esperienza come segretario comunale a Candia Canavese. Era stato subito distaccato alla Questura di Venezia. Nel 1977 divenne direttore del 3º Distretto di Polizia a Mestre, per poi passare nel 1979 alla DIGOS veneziana, venendo nominato capo della sezione Antiterrorismo e in seguito commissario capo. Albanese al momento della morte era impegnato nelle indagini sull’omicidio di Sergio Gori, vicepresidente della Montedison, un’inchiesta che stava crescendo andando a implicare traffici d’armi e il coinvolgimento di gruppi della sinistra militante, principalmente legati alle Brigate Rosse e ad Autonomia Operaia.

La mattina del 12 maggio 1980 venne attaccato da un gruppo di uomini armati subito dopo essere uscito di casa in via Comelico. Albanese non morì subito, nonostante le numerose ferite, ma morì in ambulanza durante il trasporto verso il policlinico Umberto I. Un gruppo brigatista rivendicò l’azione, dapprima con una telefonata e in seguito con un volantino abbandonato in un cestino dei rifiuti. Le indagini sull’omicidio portarono rapidamente alla scoperta di due covi brigatisti, uno a Jesolo e uno a Udine. Vennero arrestate per il fatto diverse persone legate alle Brigate Rosse.

La Corte d’Assise di Venezia emise dure condanne per i membri del commando e i terroristi legati ai due covi scoperti: ergastolo per Marco Fasoli, Nadia Ponti, Marinella Ventura e Vincenzo Guagliardo; 16 anni e 6 mesi per Emanuela Bugitti e 16 anni per Massimo Gidoni; un altro membro del commando, Marina Bono, venne condannata a 13 anni e 7 mesi mentre 16 anni vennero inferti a Vittorio Oliviero, Mario Moretti e a Michele Galati; cinque anni a Sandro Galletta e quattro ad Andrea Varisco. Ventura ricevette la grazia nel dicembre 1997, da parte del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, Bono venne scarcerata nel 1986, mentre nel 1987 vennero scarcerati Oliviero e Galati.

Fonte

Wikipedia

Alfredo Albanese

Approfondimenti

Belluno press

Anni di piombo. Gli interrogativi senza risposta sull’uccisione del commissario Albanese. Indiscrezioni e perplessità alla conferenza di Liberal Belluno

Drio casa

1980: il commissario Alfredo Albanese ucciso dalle Brigate Rosse

Video

Ateneo veneto

GLI ANNI DI PIOMBO A VENEZIA. Il terrorismo e i testimoni di oggi – Incontro all’Ateneo Veneto



da Primo Piano

English version

Alfredo Albanese, 33 years old, Chief Commissioner of Public Security

Alfredo Albanese was the head of the anti-terrorism section of the Venetian State Police, holding the rank of deputy commissioner. After graduating in law from Bari in 1971, he joined Public Security in 1975 following a brief stint as a municipal secretary in Candia Canavese. He was immediately assigned to the Venice Police Headquarters. In 1977, he became the director of the 3rd Police District in Mestre and then moved to the Venetian DIGOS (Division of General Investigations and Special Operations) in 1979, becoming the head of the Anti-Terrorism section and later chief commissioner. At the time of his death, Albanese was deeply involved in investigations into the murder of Sergio Gori, the vice-president of Montedison, an inquiry that was expanding to include arms trafficking and the involvement of militant left-wing groups, primarily linked to the Red Brigades and Autonomia Operaia.

On the morning of May 12, 1980, Albanese was attacked by a group of armed men immediately after leaving his home on Via Comelico. Despite suffering numerous injuries, he did not die immediately but succumbed to his wounds in the ambulance while being transported to the Umberto I Polyclinic. The attack was claimed by a brigatista group, first through a phone call and later with a flyer left in a trash bin. The investigation into the murder quickly led to the discovery of two brigatista hideouts, one in Jesolo and one in Udine. Several individuals connected to the Red Brigades were arrested in connection with the murder.

The Court of Assizes of Venice handed down severe sentences to the members of the commando and the terrorists associated with the two discovered hideouts: life imprisonment for Marco Fasoli, Nadia Ponti, Marinella Ventura, and Vincenzo Guagliardo; 16 years and 6 months for Emanuela Bugitti and 16 years for Massimo Gidoni; another commando member, Marina Bono, was sentenced to 13 years and 7 months, while 16 years were also imposed on Vittorio Oliviero, Mario Moretti, and Michele Galati; five years for Sandro Galletta and four years for Andrea Varisco. Ventura was granted a pardon in December 1997 by President of the Republic Oscar Luigi Scalfaro. Bono was released in 1986, and Oliviero and Galati were released in 1987.










Associazione Casa della Memoria