18 Marzo 1980: Le Brigate Rosse uccidono Girolamo Minervini, Direttore Generale Istituti prevenzione e pena

Roma

Girolamo Minervini, 60 anni, magistrato

«Abbiamo giustiziato noi Girolamo Minervini. Seguirà comunicato. Qui Brigate Rosse». Con queste poche parole, inviate all’Ansa e al quotidiano “La Repubblica”, il commando delle Br della “colonna Romana” rivendica l’attentato terroristico ai danni del magistrato nato a Molfetta, in Puglia, nel 1919. Dalle indagini e dal processo risulterà che il piano era pronto da tempo. I brigatisti, dopo aver pedinato Minervini per diversi giorni, puntano al bus 99 su cui sale ogni mattina per raggiungere il luogo di lavoro.

Sono le 8.30 del 18 marzo 1980; dopo quattro fermate il mezzo giunge a quella di via Ruggero di Lauria. La vettura rallenta, le portiere non sono ancora aperte. È il momento dell’azione. Il terrorista con il compito di far fuoco estrae una pistola silenziata, la rivolge contro il magistrato e spara. I passeggeri urlano e fuggono verso le uscite; l’assassino perde il controllo e spara tra la folla ferendone alcuni. Appena un mese prima, il 18 febbraio 1980, alla Sapienza era stato ucciso Vittorio Bachelet, il Vice Presidente del CSM.

Girolamo Minervini entra in magistratura nel 1943. Dal 1947 al 1956, viene assegnato al Ministero della Giustizia, Direzione Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena. Passa poi alla Procura generale della Cassazione.

Nel 1968 viene nominato magistrato segretario presso il Consiglio Superiore della Magistratura. Nel 1973, dopo aver svolto servizio per un breve periodo presso la Corte di Appello di Roma, fa ritorno al Ministero della Giustizia con funzioni di capo della segreteria della Direzione Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena. È redattore della rivista “Rassegna studi penitenziari”, segretario della sezione di Criminologia del centro nazionale prevenzione e difesa sociale, condirettore di “Giustizia e Costituzione” Il 17 marzo, il giorno prima della morte, diviene Direttore Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena.

Fonte

ANM

Girolamo Minervini assassinato dalle Brigate Rosse

Approfondimenti

Me.dia.re

Il giudice Minervini, un uomo abbastanza serio da non prendersi troppo sul serio

La Repubblica

Il ricordo delle Vittime del Dovere. Tra le polemiche

Video

Rai Play

La Memoria – Magistrati uccisi da mafie e terrorismoNicola Giacumbi e Girolamo Minervini – 24/11/2021

da ANM

da Poliziapenitenziaria.it

da Ministero delle Imprese e del Made in Italy

English version

Girolamo Minervini, 60 years old, magistrate and Director General of the Institutes of Prevention and Punishment



“We have executed Girolamo Minervini. A statement will follow. This is the Red Brigades.” With these few words, sent to Ansa and the newspaper “La Repubblica,” the Red Brigades’ “Roman column” claimed responsibility for the terrorist attack on the magistrate, born in Molfetta, Puglia, in 1919. Investigations and the trial would later reveal that the plan had been ready for some time. The brigadists, after tailing Minervini for several days, targeted bus 99, which he took every morning to get to work.

It was 8:30 AM on March 18, 1980; after four stops, the bus reached the stop on Via Ruggero di Lauria. The vehicle slowed down, the doors were not yet open. It was the moment for action. The terrorist assigned to fire drew a silenced pistol, aimed it at the magistrate, and shot. Passengers screamed and fled toward the exits; the assassin lost control and fired into the crowd, injuring some. Just a month earlier, on February 18, 1980, at La Sapienza, Vittorio Bachelet, the Vice President of the CSM, had been killed.

Girolamo Minervini entered the judiciary in 1943. From 1947 to 1956, he was assigned to the Ministry of Justice, General Directorate of the Institutes of Prevention and Punishment. He then moved to the Attorney General’s Office of the Court of Cassation. In 1968, he was appointed magistrate secretary at the Superior Council of the Judiciary. In 1973, after serving briefly at the Court of Appeal in Rome, he returned to the Ministry of Justice as head of the secretariat of the General Directorate of the Institutes of Prevention and Punishment. He was editor of the journal “Rassegna studi penitenziari,” secretary of the Criminology section of the National Center for Social Prevention and Defense, and co-director of “Giustizia e Costituzione.” On March 17, the day before his death, he became Director General of the Institutes of Prevention and Punishment.








Associazione Casa della Memoria