12 Novembre 1980: Renato Briano, dirigente della Ercole Marelli, assassinato dalla colonna Walter Alasia delle BR in una carrozza della metropolitana milanese. I terroristi scendono a Gorla e si dileguano

MIlano

Renato Briano, 47 anni, dirigente Marelli

L’omicidio di Renato Briano fu commesso a Milano il 12 novembre 1980 da due terroristi appartenenti a un commando della colonna milanese delle Brigate Rosse; la vittima era un dirigente industriale, direttore del personale della Ercole Marelli di Sesto San Giovanni e venne ucciso mentre si recava al lavoro.

(…)

Fra la fine del 1979 e l’inizio del 1980 l’organizzazione terroristica delle Brigate rosse aveva subito duri colpi per arresti di suoi componenti, in parte dovuti alla collaborazione di terroristi pentiti, e dissidi interni che provocarono scissioni fra i gruppi. La “colonna milanese Walter Alasia” si era resa indipendente e tendeva a proseguire la sua campagna di lotta violenta con omicidi mirati, spesso aventi come obiettivo dirigenti di società in cui era forte la lotta operaia. Nell’ottobre del 1980 la marcia dei 40000 a Torino aveva segnato una sconfitta per le tre maggiori confederazioni sindacali, generando sentimenti di frustrazione e rivalsa in alcune delle frange estremiste legate alle lotte operaie. L’Ercole Marelli, una storica e importante fabbrica della cintura industriale milanese, si trovava vicino alla sua chiusura e messa in liquidazione, quindi con una situazione di rapporti interni estremamente tesi e con il responsabile del personale impegnato personalmente nelle discussioni sindacali. Nella fabbrica era stato appena raggiunto un accordo fra direzione aziendale e sindacato, accordo contestato dalle posizioni più estremiste.

Briano, direttore del personale della Ercole Marelli, venne pedinato nella metropolitana milanese e, mentre si trovava dentro una carrozza della linea uno, diretto verso la stazione Sesto Marelli, venne raggiunto alle ore 8,20 da due colpi di pistola calibro 7.65 sparatigli a bruciapelo alla testa; morì sul colpo tra i passeggeri del convoglio. Gli assassini, dopo aver dichiarato di appartenere alle Brigate Rosse, e tenuti a bada i passeggeri con le armi, scesero alla fermata di Gorla dileguandosi facilmente.

Il delitto venne rivendicato dalle Brigate Rosse, con una telefonata alla ANSA fatta alle ore 10 nella stessa mattinata e quindi a Radio Popolare.

L’uccisione ebbe ripercussioni immediate e interrogazioni parlamentari causate anche dalla particolare sfrontatezza dell’omicidio, compiuto non seguendo le usate tecniche dell’agguato in luogo appartato o poco frequentato, bensì nel mezzo della folla di lavoratori pendolari che si recavano al lavoro; i killer, due giovani dall’apparente età di 25 anni, agirono spavaldamente a viso scoperto.

Diciotto giorni dopo, il 29 novembre la colonna brigatista ucciderà ancora, colpendo sempre un dirigente di un’altra fabbrica posta nella medesima area milanese, Manfredo Mazzanti, che era direttore tecnico alle acciaieria Falck.

Fonte

Wikipedia

Omicidio di Renato Briano

Approfondimenti

Camera Deputati

RESOCONTO STENOGRAFICOSEDUTA DI VENERDÌ 14 NOVEMBRE 198 0PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MARIA ELETTA MARTIN I

Archivio900

la Colonna Walter Alasia

TGRLombardia

No definitivo alle estradizioniLa Cassazione francese ribadisce il no all’estradizione di dieci terroristi italiani. La rabbia e la delusione dei parenti delle vittime

Video

Archivio Luce

Milano – i funerali di Renato Briano, capo del personale della Marelli Milano

Rai Cultura

Acciaio e terrore. Le Brigate rosse a Milano


da Sesto notizie

da Wikipedia

English version

Renato Briano, 47 years old, executive at Ercole Marelli in Milan

The murder of Renato Briano was committed in Milan on November 12, 1980 by two terrorists belonging to a commando of the Milanese column of the Red Brigades. The victim was an industrial manager, director of personnel at Ercole Marelli in Sesto San Giovanni, and was killed while on his way to work.

(…)

Between the end of 1979 and the beginning of 1980, the terrorist organization of the Red Brigades had suffered severe blows due to the arrests of its members, partly due to the collaboration of repentant terrorists, and internal disputes that caused rifts among the groups. The “Milanese column Walter Alasia” had become independent and tended to continue its campaign of violent struggle with targeted killings, often targeting executives of companies where workers’ struggle was strong. In October 1980, the “March of the 40,000” in Turin marked a defeat for the three major trade union confederations, generating feelings of frustration and revenge in some extremist factions linked to workers’ struggles. Ercole Marelli, a historic and important factory in the Milan industrial belt, was near its closure and liquidation, thus with an extremely tense internal relationship situation and with the head of personnel personally involved in union negotiations. An agreement had just been reached between the company management and the union, an agreement contested by the most extremist positions.

Briano, personnel manager at Ercole Marelli, was followed in the Milan metro and, while inside a carriage of line one, heading towards Sesto Marelli station, was hit at 8:20 am by two point-blank shots from a 7.65 caliber pistol to the head; he died on the spot among the passengers of the train. The murderers, after declaring themselves to be part of the Red Brigades and holding the passengers at bay with their weapons, got off at Gorla station and easily disappeared.

The crime was claimed by the Red Brigades with a phone call to ANSA at 10:00 am on the same morning and then to Radio Popolare.

The killing had immediate repercussions and parliamentary inquiries, also caused by the particular audacity of the murder, not following the usual ambush techniques in a secluded or sparsely populated place, but in the midst of a crowd of commuting workers; the killers, two young men apparently aged around 25, acted boldly with their faces uncovered.

Eighteen days later, on November 29, the Brigatist column would kill again, targeting another executive of a factory in the same Milan area, Manfredo Mazzanti, who was technical director at the Falck steelworks.













Associazione Casa della Memoria