28 Novembre 1980: Tre terroristi di Prima Linea uccidono il poliziotto Giuseppe Filippo mentre cercano di sottrargli l'arma

Bari

Giuseppe Filippo, 50 anni, poliziotto

Il 28 Novembre 1980, mentre rincasava, in uniforme, al termine del servizio, nell’androne dello stabile dove risiedeva con la sua famiglia, Filippo venne affrontato da alcuni individui travisati che tentarono di sottrargli la pistola d’ordinanza. Il poliziotto, nel tentativo di difendere la propria arma, reagì a quei malviventi, ingaggiando una colluttazione. I terroristi, allora, esplosero due colpi di pistola, gli sottrassero l’arma e si diedero alla fuga a bordo di un’autovettura risultata poi rubata. Il poliziotto, prontamente soccorso, morì subito dopo al Policlinico di Bari.

Al termine delle attività investigative, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, condividendo quanto accertato dall’Antiterrorismo e dalla Digos, emise il 19 gennaio 1982 un ordine di cattura nei confronti di 43 persone, ritenute responsabili di costituzione e partecipazione a banda armata denominata “Prima Linea”, nonché per alcuni di essi di omicidio pluriaggravato e rapina. Per l’omicidio furono condannati in via definitiva tre militanti di “Prima Linea”.

«Ricordare oggi l’omicidio dell’appuntato Giuseppe Filippo, significa ricordare una stagione buia del nostro Paese in cui la violenza ideologica aveva preso il sopravvento, travolgendo le vite di persone perbene, impegnate onestamente nello svolgimento del loro lavoro, proprio come accadde esattamente 40 anni fa a Bari. Quella stagione di paura e di violenza ci ha insegnato che non bisogna mai abbassare la guardia nei confronti di vecchi e nuovi fanatismi – ha spiegato Decaro. Attraverso il ricordo e il sacrificio di Giuseppe Filippo vogliamo ricordare oggi tutte le donne e gli uomini delle Forze dell’ordine che lavorano con grande professionalità e senso del dovere nelle situazioni più disparate, dalla lotta ai nuovi terrorismi al contrasto alle mafie, dalla gestione dell’ordine pubblico alla lotta contro la diffusione dell’epidemia, che ha sconvolto l’intero pianeta. Non mi piace definirli eroi, perché agli eroi vengono richiesti i superpoteri: sono donne e uomini che, come noi, vivono la paura quotidiana e nonostante questa continuano ad impegnarsi per la nostra sicurezza»

Fonte

Bariviva.it

La Questura di Bari ricorda Giuseppe Filippo, poliziotto ucciso dai terroristi quarant’anni fa

da Caduti Polizia di Stato

English version

Giuseppe Filippo, 50 years old, Police Sergeant

On November 28, 1980, while returning home in uniform at the end of his shift, in the entrance hall of the building where he lived with his family, Filippo was confronted by masked individuals who attempted to steal his service pistol. The policeman, in an attempt to defend his weapon, reacted against the criminals, engaging in a struggle. The terrorists then fired two shots, took his weapon, and fled in a stolen car. The policeman, promptly rescued, died shortly after at the Bari Policlinic.

At the end of the investigative activities, the Public Prosecutor’s Office at the Bari Court, agreeing with what was established by the Anti-terrorism and Digos, issued on January 19, 1982 an arrest warrant against 43 people, considered responsible for the formation and participation in an armed group called “Prima Linea,” as well as for multiple aggravated murder and robbery for some of them. For the murder, three militants of “Prima Linea” were finally convicted.

“To remember today the murder of Sergeant Giuseppe Filippo means to recall a dark season of our country in which ideological violence had taken over, overwhelming the lives of honest people, engaged in their work honestly, just as it happened exactly 40 years ago in Bari. That season of fear and violence taught us that we must never let our guard down against old and new fanaticisms,” Decaro explained. “Through the memory and sacrifice of Giuseppe Filippo, today we want to remember all the women and men of the law enforcement who work with great professionalism and sense of duty in the most diverse situations, from fighting new terrorism to combating the mafia, from managing public order to fighting against the spread of the epidemic, which has shaken the entire planet. I don’t like to call them heroes, because heroes are required to have superpowers: they are women and men who, like us, live with daily fear and yet continue to work for our safety.”






Associazione Casa della Memoria