Nello stabilimento dell’Alfa il culmine dell’attacco terroristico si ebbe proprio nel 1981, in occasione dell’accordo sui gruppi di produzione, per migliorare le condizioni di lavoro e di produttività in fabbrica. Fece, all’epoca, scalpore il rapimento del dirigente, ing. Renzo Sandrucci. Tale sequestro, secondo i farneticanti comunicati brigatisti, mirava a “smascherare i traditori della classe operaia, annidati nel sindacato e berlingueriani”. Si ricorda che nello stabilimento di Arese, il 3/06/1981, fu ucciso Antonio Frasca, addetto alla vigilanza e furono feriti ben quattro dipendenti: Domenico Segala, Ippolito Bestonso, Pietro Dellera, Aldo Grassini.
FontI
Fondazione Perini
Il terrorismo nelle fabbriche milanesi e il caso dell’Alfa Romeo
Aiviter