30 Aprile 1985: Agguato in autostrada: i NAR assalgono un 'autopattuglia della Polizia. Muore l'agente Giovanni Di Leonardo

Tivoli (Roma)

Giovanni Di Leonardo, 33 anni, poliziotto

Erano le 1.40 del 1° maggio 1985, all’altezza del Km 24+800 dell’autostrada “Roma – Aquila”, quando l’attenzione dell’equipaggio dell’autoradio del Distaccamento Autostradale “Roma Est”, composto dall’Agente Scelto Di Leonardo Giovanni, capo pattuglia e dall’autista, Agente P.T., venne attirata dalla presenza, sulla carreggiata della A24 in direzione de L’ Aquila, di una VW Golf ferma con il cofano motore sollevato. Poco distante dalla vettura vi erano due persone che, alla vista della pattuglia fecero cenno agli agenti come per chiedere soccorso. Secondo la ricostruzione degli investigatori della DIGOS appena l’auto della Polizia si fermò, una terza persona – sbucata improvvisamente sul lato destro della vettura di servizio – fece fuoco sul capo pattuglia con un arma di grosso calibro, mentre uno dei complici esplose un colpo contro l’autista che venne deviato dalla cerniera della giubba d’ordinanza.

Entrambi gli Agenti vennero poi estratti a forza dalla vettura, immobilizzati con le manette in loro dotazione e quindi fatti rotolare nella scarpata adiacente la carreggiata; gli assalitori si diedero alla fuga con la Golf e con la autovettura di servizio, poi abbandonata in una galleria poco distante, dileguandosi con le armi degli Agenti.

Poco dopo l’autista, risalito sulla sede stradale, riuscì a dare l’allarme. L’Agente Scelto Di Leonardo che aveva richiesto di svolgere quel turno di servizio per poter festeggiare il 2° compleanno della figlia, che ricorreva proprio quel giorno, morì poche ore dopo nell’Ospedale di Tivoli per la gravità delle ferite riportate (NDR: L’assalto fu rivendicato dai “Nuclei Armati Rivoluzionari” (NAR))

Tutte le investigazioni svolte nell’immediato e nel corso degli anni successivi non hanno mai consentito l’individuazione dei responsabili. Le indagini furono riaperte nel 2014 allorché la DIGOS, che periodicamente d’ intesa con la Polizia Scientifica, anche in relazione al costante sviluppo di nuovi ed efficaci metodi d’indagine, riesamina i c.d. “Cold Case” (ovvero indagini irrisolte su gravissimi delitti che, sebbene datati non vengono mai abbandonati nel “dimenticatoio”), acquisì solidi elementi di responsabilità a carico dell’imputato. Le ipotesi investigative formulate sono state ampliamente accolte dalla Procura della Repubblica e il 2 ottobre 2017 DANTE Fabrizio è stato rinviato a giudizio dal G.U.P. del Tribunale di Roma Dr. Massimo Battistini, mentre il successivo 11 dicembre ha avuto inizio l’istruttoria dibattimentale.

il 14 dicembre 2019 il Presidente della 1° Sezione della Corte d’Assise del Tribunale di Roma, al termine dell’udienza per il processo sull’omicidio dell’Agente Scelto della Polizia di Stato in servizio presso il Compartimento della Polizia Stradale “Lazio “Di Leonardo Giovanni, dopo la riunione in camera di Consiglio, ha pronunciato una sentenza di condanna determinando nei confronti dell’imputato DANTE Fabrizio la pena dell’ergastolo, nonché provvisionali risarcitorie immediatamente esecutive a favore delle costituite parti lese.

Fonte

Questure.poliziadistato.it

Omicidio Agente Scelto Giovanni Di Leonardo

Approfondimento

Il Centro

Uccise poliziotto abruzzese sulla Roma-L’Aquila: Scovato in Slovenia

da Aiviter

English version

Giovanni Di Leonardo, 33 years old, chosen officer of the State Police

It was 1:40 AM on May 1, 1985, at kilometer 24+800 of the “Rome – L’Aquila” highway, when the attention of the radio patrol of the “Rome East” Highway Detachment, composed of Chief Patrol Officer Di Leonardo Giovanni and the driver, Officer P.T., was drawn to a VW Golf stopped with the hood up on the road in the direction of L’Aquila. A short distance from the car were two people who, upon seeing the patrol, gestured to the officers for help. According to the reconstruction by DIGOS investigators, as soon as the police car stopped, a third person suddenly appeared on the right side of the service vehicle and fired at the chief patrol officer with a large-caliber weapon, while one of the accomplices fired a shot at the driver, which was deflected by the hinge of the regulation jacket.

Both officers were forcibly removed from the vehicle, immobilized with their own handcuffs, and then rolled down the adjacent embankment; the assailants fled with the Golf and the service vehicle, which was later abandoned in a nearby tunnel, disappearing with the officers’ weapons.

Shortly after, the driver managed to get back onto the road and raise the alarm. Chief Officer Di Leonardo, who had requested to work that shift in order to celebrate his daughter’s 2nd birthday, which was on that day, died a few hours later at Tivoli Hospital due to the severity of his injuries (N.B.: The assault was claimed by the “Nuclei Armati Rivoluzionari” (NAR)).

All investigations carried out immediately and in the following years have never allowed the identification of the responsible parties. The investigations were reopened in 2014 when DIGOS, in collaboration with the Scientific Police, periodically reviews “Cold Cases” (i.e., unresolved investigations into serious crimes that, despite being dated, are never forgotten), acquiring solid evidence of responsibility against the accused. The investigative hypotheses formulated were widely accepted by the Public Prosecutor’s Office, and on October 2, 2017, DANTE Fabrizio was indicted by the Preliminary Investigative Judge of the Rome Court Dr. Massimo Battistini, and the trial proceedings began on December 11.

On December 14, 2019, the President of the 1st Section of the Court of Assizes of the Rome Tribunal, at the end of the hearing for the trial regarding the murder of the chosen officer of the State Police in service at the “Lazio” Highway Police Compartment “Di Leonardo Giovanni,” after deliberation in the Council Chamber, pronounced a sentence of life imprisonment against the accused DANTE Fabrizio, as well as provisional compensation orders immediately enforceable in favor of the constituted injured parties.









Associazione Casa della Memoria